Riforma della Moudawana nel 2026: a che punto siamo per i marocchini in Italia
Dal 2023 si parla della riforma della Moudawana, il Codice della famiglia marocchino. A Milano, Torino o Bologna molte famiglie si chiedono se riguarderà il loro matrimonio, il contratto nuziale o l'affidamento dei figli. Aggiornamento al 1° novembre 2026: ecco che cosa è davvero stabilito, che cosa resta una semplice ipotesi e che cosa cambia, o non cambia, per una coppia marocchina che vive in Italia.
Al 1° novembre 2026 la riforma della Moudawana non è né approvata né in vigore: in Marocco si applica ancora il Codice della famiglia del 2004 (legge 70.03). Secondo la stampa marocchina e alcuni siti giuridici, il calendario è slittato e l'esame del testo passa alla nuova legislatura. Oggi non c'è nessuna pratica da fare: per sposarsi si seguono le regole attuali, da verificare presso il consolato del Marocco o il comune.
A che punto è la riforma della Moudawana al 1° novembre 2026?
Il cantiere è stato aperto da una lettera reale nel settembre 2023. A fine dicembre 2024 è stata presentata una serie di proposte di modifica, dopo il parere del Consiglio superiore degli ulema. Restava da scrivere un disegno di legge e da fargli percorrere l'iter consueto: Consiglio di governo, Camera dei rappresentanti, Camera dei consiglieri, pubblicazione sul Bollettino ufficiale.
Questo iter non è concluso. Secondo LesMRE (aggiornato il 15 ottobre 2026), nessun testo è stato adottato e non è annunciata alcuna data di presentazione. Un articolo di Médias24 del 12 agosto 2026 riferisce che il ministro della Giustizia parlava di «ultimi ritocchi» e lasciava intendere un esame nel primo anno della prossima legislatura. Già a gennaio 2026 Hespress notava che né la maggioranza né l'opposizione si aspettavano un'approvazione rapida.
Una riforma annunciata non è una riforma in vigore: finché il testo non è pubblicato sul Bollettino ufficiale, fa fede il Codice del 2004.
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Le proposte citate dalla stampa specializzata sono orientamenti, non un testo di legge. Potrebbero cambiare durante la stesura e il dibattito parlamentare. Tra quelle che toccano di più le famiglie della diaspora:
- Il matrimonio all'estero: la possibilità di fare a meno dei due testimoni musulmani quando la loro presenza è impossibile, una questione molto concreta lontano dalle grandi comunità.
- L'affidamento e la rappresentanza legale dei figli, in particolare per la madre affidataria, anche dopo un nuovo matrimonio.
- Il riconoscimento del lavoro domestico della moglie nei beni acquisiti durante il matrimonio.
- La poligamia, possibile solo se la moglie non l'ha esclusa nel contratto di matrimonio.
- L'età del matrimonio a 18 anni, con possibile deroga a 17 sotto controllo del giudice.
- La casa coniugale, tutelata per il coniuge superstite.
Alcuni punti, come la filiazione tramite test del DNA fuori dal matrimonio, sarebbero stati scartati dopo il parere degli ulema. Una cosa conta più di tutte: nulla di tutto questo è applicabile oggi.
Cosa cambia in concreto per una coppia marocchina in Italia?
Per ora non cambia nulla nelle pratiche. I futuri sposi che vivono in Italia continuano a seguire le regole attuali: documenti di stato civile, pubblicazioni di matrimonio al comune, ed eventuale trascrizione o registrazione del matrimonio presso il consolato. Ne parliamo nella nostra guida Quali documenti per un matrimonio italo-marocchino? e in Le tappe di un matrimonio marocchino tradizionale.
La riforma, se andrà in porto, riguarderà soprattutto le conseguenze del matrimonio (affidamento, beni, casa) più che la conoscenza reciproca o il fidanzamento. Per una situazione specifica, la via più sicura è rivolgersi al consolato, al comune o a un avvocato esperto di diritto di famiglia marocchino.
Cosa mostrano le nostre candidature: un matrimonio che si prepara adesso
Le coppie non aspettano le leggi per fare progetti. Secondo l'analisi di 697 candidature di donne che hanno risposto alla domanda, ricevute da DAR TISLIT in Francia (non in Italia), il 51% pensa di sposarsi entro 6-12 mesi e il 28% il prima possibile. Tra gli uomini, il 74,7% dei 198 rispondenti dichiara di pregare regolarmente e il 31% dei 201 che hanno risposto sulla propria situazione è divorziato: profili per cui le regole su affidamento e nuove nozze non sono un dettaglio.
L'età mediana di 37 anni, sia per le 948 candidate sia per i 380 candidati, ricorda che si tratta soprattutto di adulti stabili, con un vissuto alle spalle. Questi dati vengono dalla Francia: non descrivono la situazione italiana, ma mostrano aspettative in cui molte famiglie della diaspora si riconoscono. Altri dettagli in Quanto tempo prima di sposarsi? e Risposarsi dopo un divorzio.
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Ogni annuncio di riforma scatena video del tipo «la legge è cambiata». Tre riflessi semplici:
- Verificare lo stato: progetto, approvato o pubblicato sul Bollettino ufficiale? Solo la pubblicazione fa legge.
- Guardare la data dell'informazione: il calendario di questa riforma è già slittato più volte.
- Diffidare dei consigli frettolosi («fai la pratica prima o dopo la legge»): oggi non c'è una data di applicazione. Stessa logica del contributo di 5.000 dirham annunciato per il matrimonio.
DAR TISLIT si rivolge a persone di origine marocchina che desiderano sposarsi seriamente, con discrezione e nel rispetto dei valori di ciascuno.
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